Il parco di Cascina Vigna · albero 19 di 23
Tasso comune
Taxus baccata
Noto anche come "albero della morte", è una conifera sempreverde tra le più longeve d'Europa, capace di vivere oltre 2000 anni. Di crescita molto lenta, si trova dall'Europa settentrionale al Nord Africa, al Càucaso; è considerato la pianta più tossica d'Italia.
Per i più piccoli ma non solo…
Scheda dell'albero
- Portamento
Spesso si presenta sotto forma di piccolo albero o arbusto, tuttavia, in condizioni ottimali, può raggiungere i 15–20 metri di altezza; la chioma è globosa e irregolare. Il tronco è eretto, tozzo, ramificato, talvolta diviso fin dalla base.
- Foglie
Sono lineari, leggermente arcuate, lunghe fino a 3 cm e di colore verde molto scuro nella pagina superiore, più chiare inferiormente; sono inserite sui rami con un andamento a spirale, in due file opposte.
- Fiori
Piccoli e poco appariscenti, sbocciano da febbraio a maggio. I fiori maschili sono piccoli armenti gialli che producono polline, mentre quelli femminili sono verdastri e solitari, trasformandosi poi nei caratteristici arilli rossi.
- Frutti
Quelli che sembrano i frutti in realtà sono degli arilli, ovvero delle escrescenze carnose che ricoprono il seme (tòssico), rossi, altamente ornamentali. Gli uccelli favoriscono la diffusione della pianta: mangiano gli arilli e ne digeriscono la polpa, mentre i semi veri e propri riescono ad attraversare intatti il processo digestivo e, espulsi, si insediano nel terreno dando origine a un nuovo esemplare.
- Caratteristiche
La corteccia è di colore bruno rossastro; inizialmente è liscia, ma con l'età si solleva arricciandosi e dividendosi in placche. I giovani rami sono verdi. Il tasso è noto come albero della morte a causa dell'estrema tossicità della tassina, un alcaloide presente in tutta la pianta tranne che nell'arillo (la parte rossa carnosa del "frutto"). Il nome comune deriva dal greco tóxon che significa arco/freccia, e l'appellativo di "albero della morte" nasce proprio dal suo impiego nella fabbricazione di dardi velenosi e dalla sua caratteristica tossicità, oltre al fatto che veniva utilizzato nelle alberature dei cimiteri.
- Curiosità
Antiche credenze, riportate da Plutarco, sostenevano che perfino dormire sotto la sua ombra potesse essere letale. Per alcune tradizioni teutoniche, rappresentava l'Albero della Vita grazie alla sua straordinaria longevità (può superare i 2000 anni) e alla capacità di rigenerarsi anche da legno molto vecchio. Per i Celti era uno dei cinque alberi della conoscenza. Esisteva inoltre un profondo timore reverenziale verso questa pianta: alcuni giardinieri si rifiutavano di abbatterla "per tutto l'oro del mondo" a causa delle superstizioni legate al suo aspetto cupo e alla sua pericolosità. A causa della sua estrema tossicità (contiene la tassina), è stato storicamente associato al passaggio verso l'oltretomba. In passato, il suo legno flessibile era usato per fabbricare archi e frecce. Una leggenda narra che Riccardo Cuor di Leone sia stato ucciso proprio da una freccia di tasso. Nel Macbeth di Shakespeare, le streghe usano "un rametto di tasso reciso all'eclissi di luna" per le loro pozioni. Si ritiene che il padre di Amleto sia stato ucciso con un veleno derivato da questa pianta. A Cavandone, Verbania, esiste un tasso monumentale, messo a dimora intorno al 1618, con una circonferenza del fusto di 360 cm, un'altezza di 15 m ed un aspetto a labirinto.
La scheda originale
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