Il parco di Cascina Vigna · albero 04 di 23

Ippocastano

Aesculus hippocastanum

Famiglia Hippocastanaceae

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Albero originario dell'Europa orientale, introdotto in Europa nel XVI secolo, è spontaneo soltanto nella penisola balcanica.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Alto dai 15 ai 30 metri. Tronco robusto, eretto e largamente ramoso; rami inizialmente arcuati verso l'alto, poi si espandono verso il basso conferendo alla densa chioma un aspetto molto ampio; corteccia ruvida, a piccole placche, bruno-grigio, scura.

Foglie

Decidue, composte, palmate a 5-7 grandi foglioline sessili, obovate, mucronate dal margine doppiamente seghettato, lunghe oltre 20 cm con picciolo lungo anch'esso 20 cm.

Fiori

Infiorescenze a racemi eretti, di 20-30 cm con fiori a 5 petali, bianchi, maculati di rosa o giallo alla fauce. Stami sporgenti verso l'alto. Fioritura in maggio-giugno.

Frutti

Ovali, verdi, con aculei poco sporgenti di 3-5 cm di diametro contenenti uno o più semi simili a castagne, tondeggianti e lucidi.

Caratteristiche

Molto rustico e frugale l'ippocastano si adatta ai suoli più disparati, pur prediligendo un terreno umido, ma ben drenato. I suoi semi non sono commestibili per l'uomo, ma appetiti dagli animali selvatici e, seppur con moderazione, dal bestiame domestico.

In particolare sono usati in medicina veterinaria per curare i cavalli: da qui il nome che significa castagno dei cavalli. L'escina, estratta dalla pianta e dai semi in particolare, viene usata in fitoterapia e in cosmetica per proteggere i vasi sanguigni. Il legno è tenero e viene utilizzato principalmente per imballaggi e cassette.

La corteccia fornisce un buon colorante nero per seta e cotone.

Curiosità

L'Ippocastano è stato introdotto dalla terra d'origine nel resto d'Europa da Pietro Andrea Mattioli nel XVI sec. e si è presto diffuso come albero ornamentale. In particolare la sua coltivazione si è radicata, fin dall'inizio dell'Ottocento, a Kiev, tanto che quest'albero venne considerato uno dei simboli caratteristici dei suoi viali cittadini, citati anche negli opuscoli turistici.

A maggio, quando le grandi gemme appiccicose si schiudono formando i ventagli fogliari e le costellazioni di vistose "candele" fiorite, gli ippocastani incantano per il loro aspetto e attirano gli insetti impollinatori. Quando le api hanno finito di suggere il polline, il singolo fiore cambia colore passando dal bianco-giallo all'arancione, al carminio per segnalare agli insetti che devono cercare fiori su altri alberi non ancora visitati.

La tradizione popolare indica il seme dell'Ippocastano, detto "castagna d'India", come talismano contro il raffreddore e consiglia di portarne sempre uno con sé nella stagione fredda. Pare che abbia anche utilità come antitarmico e quindi da tenere negli armadi.

In Gran Bretagna le lucide castagne sono usate dai bambini per un gioco che si chiama conkers. Si tratta di praticare un foro nel seme e poi legarlo a una stringa delle scarpe cercando, a turno, di colpire il conker dell'avversario per romperlo con il proprio.

Anna Frank scrisse nel suo diario che, dalla finestra della soffitta in cui viveva nascosta, vedeva i rami spogli di un Ippocastano e nutriva la speranza di vederli fioriti in primavera. Quell'Ippocastano, che Anna non riuscì a vedere in fiore, morì nel 2010 e gli alberelli spuntati dai suoi semi furono distribuiti come simbolo di ottimismo per una società rispettosa e comprensiva verso le diversità. Un Ippocastano di circa 125 anni è a dimora in piazza Belvedere a Dogliani.

La scheda originale

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Scheda illustrata: Ippocastano, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Fiori e foglie, Frutti e semi
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