Il parco di Cascina Vigna · albero 18 di 23
Metasequoia o Abete d’acqua
Metasequoia glyptostroboides
Conifera maestosa, nota anche come "Abete d'acqua" o "Albero dell'alba", è protagonista di una delle scoperte botaniche più affascinanti del XX secolo. È un fossile vivente risorto. Fino agli anni '40 era conosciuta solo attraverso i fossili risalenti al Cretaceo e si credeva estinta da milioni di anni. Nel 1941 il botanico cinese Hu Hsen Hsu individuò un esemplare vivo in una remota valle della Cina centrale, rendendola un raro esempio di specie che ha mantenuto una stabilità morfologica quasi totale per ere geologiche.
Per i più piccoli ma non solo…
Scheda dell'albero
- Portamento
È un albero imponente che può raggiungere i 35-50 metri di altezza con un portamento piramidale perfetto. La sua corteccia bruno-aranciata è fibrosa al tatto e tende a sfaldarsi in placche morbide.
- Foglie
A differenza di quasi tutte le altre conifere, perde gli aghi in inverno. In autunno il fogliame assume spettacolari tonalità che variano dal giallo-arancio al rosso-bruno prima di cadere.
- Fiori
Produce infiorescenze unisessuali distinte (fiori maschili e femminili) sulla stessa pianta. La fioritura avviene in primavera, tra aprile e maggio, contemporaneamente o poco prima della comparsa delle foglie.
- Frutti
Sono piccole pigne (coni) ovoidali o sferiche, a quattro lati, lunghe circa 1-2,5 cm, che pendono su lunghi piccioli. Inizialmente sono verdi, poi maturano in autunno assumendo un colore bruno chiaro e contengono piccoli semi alati.
- Caratteristiche
La pianta viene chiamata "Abete d'acqua" perché predilige ambienti molto umidi, zone ripariali o paludose. Dalla sua riscoperta, i semi sono stati distribuiti in tutto il mondo dall'Arnold Arboretum di Boston. In Italia i primi esemplari sono stati fatti germinare nel Giardino Botanico Borromeo sull'Isola Madre (Lago Maggiore) e nel parco di Borghetto sul Mincio. Oggi è molto apprezzata anche nell'arte del bonsai per la sua rapida crescita ed eleganza. A differenza della maggior parte delle conifere (come pini o abeti), la Metasequoia è decidua, cioè a foglia caduca, come il Larice. In autunno i suoi aghi piatti non cadono singolarmente, ma con i rametti interi, quasi fossero una foglia composta e cambiano colore virando dal verde brillante al bruno-rossastro/arancione prima di cadere, creando suggestivi tappeti colorati.
- Curiosità
Mentre la Metasequoia è un tesoro scientifico e un simbolo di riscoperta, le leggende più ricche di figure mitiche appartengono alle sue cugine californiane, ma tutte condividono il fascino di alberi monumentali che sfidano il tempo. Prima della sua identificazione scientifica negli anni '40, grazie agli sforzi del botanico cinese Hu Xiansu in una remota regione della Cina, la Metasequoia era già al centro della vita spirituale delle comunità rurali nella provincia cinese di Hubei dove l'unico esemplare vivente conosciuto era venerato come un albero sacro, situato presso un santuario. Gli abitanti di un altro villaggio cinese chiamavano l'albero Shui-shan ("abete d'acqua") e lo consideravano un dio vivente. Ai piedi degli esemplari secolari venivano costruiti piccoli santuari dove i locali depositavano offerte per propiziare salute e protezione. I suoi semi furono inviati a orti botanici di tutto il mondo, inclusa l'Italia, rendendola oggi comune anche in coltivazione. La Metasequoia, essendo rimasta immutata per circa 65 milioni di anni, è simbolo di continuità della vita e resilienza contro l'estinzione. Metasequoie di grandi dimensioni si trovano a Villa Taranto (Verbania).
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