Il parco di Cascina Vigna · albero 12 di 23

Acero riccio

Acer platanoides

Famiglia Sapindaceae

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L'acero platanoide, noto comunemente come Acero riccio, è originario dell'Europa centrale e orientale e dell'Asia occidentale. Viene ampiamente utilizzato come pianta ornamentale in parchi e viali per la sua resistenza all'inquinamento atmosferico. Tuttavia, in Nord America è considerato una specie invasiva, poiché la sua crescita rapida e l'ombra fitta possono soffocare la flora nativa.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Si distingue per un portamento maestoso ed equilibrato, che lo rende uno degli alberi più utilizzati nell'architettura del paesaggio. È di grandi dimensioni e la chioma può estendersi in larghezza per oltre 12-15 metri, offrendo un'ombra molto fitta.

Foglie

Sono l'elemento più distintivo della pianta e sono fondamentali per differenziarla da specie simili come l'acero di monte. Hanno i lobi con denti del margine acuti, allungati e leggermente ricurvi. Sono piuttosto grandi, potendo raggiungere una larghezza di 12-15 cm. In autunno offrono uno spettacolo cromatico eccezionale, virando verso un giallo dorato intenso, talvolta sfumando nel rosso o nell'arancione. Una prova certa per l'identificazione di questo acero consiste nello spezzare il picciolo (il gambo della foglia): secerne una goccia di lattice bianco, assente negli altri aceri comuni.

Fiori

Di colore giallo-verde, compaiono prima delle foglie. Si possono utilizzare i fiori primaverili in cucina per il loro sapore che ricorda leggermente lo sciroppo di acero.

Frutti

Scientificamente chiamati disàmare, sono composti da due semi alati, progettati per essere trasportati dal vento attraverso un caratteristico movimento rotatorio "a elicottero". Ogni singola sàmara misura tra i 3 e i 5 cm di lunghezza. La maturazione avviene tra la fine dell'estate e l'autunno.

Caratteristiche

Può raggiungere un'altezza di 20-30 metri. È una pianta estremamente rustica e adattabile: tollera temperature molto rigide (fino a -40° C). Per la sua capacità di migliorare la qualità ambientale urbana, è considerato un "mangia-smog": può assorbire CO2 e inquinanti atmosferici come ozono e biossido di zolfo. È presente nei boschi di pianura, collina e montagna fino a 1300 m. Si adatta a tutti i terreni anche se predilige quelli freschi. L'acero riccio è molto utilizzato nel verde pubblico; ottimo per i viali alberati, ideale anche per parcheggi.

Curiosità

Nella mitologia greca, l'acero era consacrato a Fobos, il dio della paura, che accompagnava il padre Ares (Marte) in battaglia. Questa associazione derivava probabilmente dalle foglie che in autunno assumono un colore rosso sangue. Per questo motivo Greci e Romani spesso lo guardavano con diffidenza, preferendogli il platano. In diverse regioni della Germania e della Francia, un'antica credenza riferisce che le cicogne posizionino rametti di acero nei loro nidi. Si pensava che questo servisse a tenere lontani i pipistrelli, ritenuti responsabili del danneggiamento delle uova. Una leggenda dei nativi americani narra che un tempo lo sciroppo d'acero sgorgasse già pronto dai tronchi. Tuttavia, il Grande Spirito, vedendo che gli uomini diventavano pigri e passavano tutto il giorno a berlo distesi a terra, diluì il succo con l'acqua, costringendoli a lavorare (raccogliere e bollire la linfa) per ottenere la dolcezza desiderata. Uno degli esemplari più longevi si trova a Bagnasco (Cuneo).

La scheda originale

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Scheda illustrata: Acero riccio, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Foglia, Fioritura primaverile, Frutto
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