Il parco di Cascina Vigna · albero 20 di 23

Platano comune

Platanus acerifolia

Famiglia Platanaceae

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Specie decidua, ibrido fra il Platanus orientalis e il Platanus occidentalis, noto anche come platano di Londra, è ampiamente utilizzato in ambito urbano per la sua resistenza, in tutte le regioni italiane, non oltre 800 m di quota.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Alto fino a 30 m, ha un tronco eretto, a rami grossi e incurvati. Corteccia grigio-verde, liscia che si stacca a placche sottili sotto cui resta la nuova scorza spesso chiarissima. Chioma tondeggiante.

Foglie

Decidue, alterne, semplici, palmato-lobate a 5 lobi, lunghe 10-25 cm.

Fiori

Fioritura non vistosa, ad inizio primavera. I fiori sono raccolti in due infiorescenze dense e sferiche, separate tra maschili e femminili.

Frutti

Infruttescenze sferiche pelose di 3 cm di diametro, su lungo peduncolo. Rimangono sospese sull'albero durante l'inverno.

Caratteristiche

È un albero a rapida crescita largamente coltivato nei parchi e nelle alberature stradali. È resistente all'inquinamento atmosferico anche per il fatto che si spoglia regolarmente della corteccia e questo gli consente di non essere soffocato dalla fuliggine solforosa. Per questa sua peculiare capacità di prosperare anche in mezzo all'aria inquinata, il Platano fu largamente piantato in tutta Londra diventando, nel XIX secolo, l'emblema ideale per la capitale di un impero in costante espansione, centro di un potente paese industrializzato. Attualmente i platani costituiscono più della metà degli alberi di Londra e, contribuendo alla pulizia dell'aria, sono i polmoni della città. È un albero molto rustico che si adatta ai diversi tipi di terreno e sopporta le potature. Il suo legno, di buona qualità, viene usato in falegnameria per travature e per la sua durezza e compattezza si prestava per i blocchi dei macellai.

Curiosità

Può raggiungere i 500 anni di età e notevoli dimensioni. In Italia si contano numerosi Platani monumentali pluricentenari, ad esempio quello di Cavour e quello di Carmagnola, in f.ne San Giovanni. Fu molto diffuso nel Rinascimento per abbellire i giardini e nel Settecento Luigi XV ne promosse la diffusione capillare in tutta la Francia. Essendo l'albero prediletto da Napoleone, fu piantato nei viali dei paesi che videro le sue imprese di guerra. I Romani e i Greci sostenevano che i capolini del Platano, macerati nel vino, fossero un antidoto contro il veleno dei serpenti e degli scorpioni; credenza testimoniata ancora in epoca rinascimentale. Racconta una leggenda che nell'Eden il serpente, dopo aver tentato Eva, si nascose in una cavità del tronco di un Platano che allora aveva una corteccia liscia e argentea. Quando il Signore passò accanto all'albero, questo, tentato dal diavolo, non rivelò la presenza del serpente dentro di sé, ma Dio lo castigò rendendo la sua corteccia squamosa come la pelle di un serpente e costringendolo a mutarla come il rettile che aveva protetto. Per quanto riguarda in particolare il Platanus orientalis, il toponimo Teheran (che significa "luogo in cui crescono i platani") ne conferma la sua importanza. Plinio il Vecchio ne testimonia la diffusione nella Gallia ad opera dei Romani; Giove e Giunone scelsero un Platano per festeggiare le loro nozze. A Luserna San Giovanni, nel giardino del seminario diocesano, si trova un Platano comune messo a dimora nel 1540 che presenta una circonferenza di più di 7 metri. A Torino, nel parco della Tesoriera, si trova un monumentale Platano, l'albero più antico della città, piantato tra il 1715 e il 1797.

La scheda originale

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Scheda illustrata: Platano comune, con le foto: Sagoma estiva, Sagoma invernale, Foglie e frutti (foto Unalberoalgiorno), Fiori (foto Unalberoalgiorno blog)
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