Il parco di Cascina Vigna · albero 01 di 23

Ginkgo

Ginkgo biloba

Famiglia Ginkgoaceae

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Originario dalla Cina, è stato introdotto poi in tutto il mondo, dove oggi viene coltivato per raccoglierne le foglie a scopo salutistico o come pianta ornamentale in giardini, parchi e viali. Ha una notevole resistenza sia agli agenti inquinanti, sia a quelli atmosferici.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Raggiunge un'altezza di 30–40 metri; la chioma, larga fino a 9 m, è piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. Il tronco presenta rami sparsi da giovane, più fitti in età adulta, branche principali asimmetriche inclinate di 45°. I rami principali portano numerosi rametti più corti sui quali si inseriscono le foglie e le strutture fertili.

Foglie

Decidue, di 5-8 cm, di colore verde chiaro e dalla tipica forma a ventaglio, con due lobi (da qui "bilobata"). In autunno assumono un giallo intenso, molto caratteristico e decorativo.

Fiori

La pianta è una gimnosperma e per questo non presenta fiori come abitualmente li intendiamo, ma strutture definite coni o stròbili o, come in questo caso squame modificate. La fioritura è primaverile.

Frutti

Non produce veri frutti, ma semi carnosi (ovuli fecondati) che marciscono a terra emettendo un forte odore sgradevole.

Caratteristiche

Questa specie esisteva già 250 milioni di anni fa, quando i dinosauri dominavano la Terra. È originaria della Cina, nella quale sono stati rinvenuti fossili che risalgono all'era paleozoica e per questo è considerato un fossile vivente. Resiste alla siccità, al freddo (−34 °C) e all'inquinamento atmosferico (è praticamente immune da malattie). Le sue foglie raccontano il passaggio delle stagioni. In primavera emergono come delicate pennellate di verde tenero, simbolo di rinascita e nuova vita. Con l'avanzare dell'estate, si tingono di un verde più intenso e vigoroso, creando una chioma densa e lussureggiante che offre ombra e frescura. In autunno le foglie si trasformano in un oro brillante e vengono lasciate cadere tutte insieme formando un tappeto dorato ai piedi dell'albero. È il fenomeno della cosiddetta "pioggia d'oro". Si preferiscono gli esemplari maschi per evitare il cattivo odore emanato dai semi degli alberi femmina caduti a terra.

Curiosità

Il primo Ginkgo biloba, importato in Italia nel 1750, si trova nell' Orto botanico di Padova (Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO). Nel 1945, nei giardini di Hiroshima bruciata dall'atomica, c'erano alberi di Ginkgo e alcuni si trovavano proprio nel punto dell'esplosione. Nella primavera successiva i monconi di questi alberi furono i primi e gli unici a emettere foglie. Per questo fatto in Oriente e negli Stati Uniti il Ginkgo biloba è divenuto l'albero simbolo di rinascita, come da noi, da millenni, è considerato l'olivo. Darwin lo definì "fossile vivente". In Cina e in Giappone è considerata da sempre una pianta sacra e per questo si trova molto spesso nei pressi dei templi. La sua foglia è il simbolo ufficiale della città di Tokyo, rappresentando crescita e prosperità. Il botanico tedesco Engelbert Kaempfer nel 1690 fu il primo occidentale a descrivere il Ginkgo. Si dice che rimase così affascinato dalla forma unica delle sue foglie che le paragonò a una "foglia con due lobi", da cui deriva il nome "biloba". A New York, ad esempio, è uno degli alberi più comuni, con migliaia di esemplari che adornano le strade di Manhattan. Il poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe dedicò al Ginkgo una celebre poesia nel 1815, utilizzandone la foglia bilobata come metafora di "due parti che sono una sola", celebrando l'amore e la dualità complementare. Sull'Isola Madre vive un esemplare di 137 anni.

La scheda originale

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Scheda illustrata: Ginkgo, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Foglie, Fogliame autunnale
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