Il parco di Cascina Vigna · albero 15 di 23

Lillà delle Indie o Mirto crespo

Lagerstroemia indica

Famiglia Lythraceae

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Originaria del Sud-Est asiatico, è amata per la sua spettacolare e prolungata fioritura estiva, che colora giardini e terrazze con tonalità vibranti dal rosa al porpora, fino al bianco. È nota anche come albero di san Bartolomeo, per il culmine della sua fioritura il 24 agosto.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

È una delle sue caratteristiche principali e può variare. Nella sua forma più comune, cresce come un arbusto denso con diversi tronchi che partono dalla base. Se guidata e potata correttamente fin da giovane può assumere la forma di un piccolo albero con una chioma arrotondata. Può raggiungere altezze che variano da 4 a 10 metri, a seconda della varietà.

Foglie

Caduche, ovato-rotondate oppure oblunghe, a margine intero, sono irregolarmente opposte. Sessili e di colore verde più o meno intenso, in autunno assumono un bel colore giallo, arancio e rosso fuoco.

Fiori

Sono rosa, violacei o bianchi, raggruppati in grosse pannocchie all'estremità dei rami, lunghe fino a 20-30 cm; compaiono nella seconda metà dell'estate e perdurano fino all'autunno. I petali hanno una caratteristica consistenza increspata o "stropicciata", simile alla carta crespa.

Frutti

La pianta produce una capsula legnosa di forma globosa o ovoidale, di circa 1-2 cm di diametro, inizialmente di colore verde, bruno nerastra con la maturazione. A maturità completa, la capsula si apre (deisce) dividendosi in 6 segmenti per rilasciare numerosi piccoli semi alati, lunghi circa 1-2 mm, che vengono dispersi dal vento.

Caratteristiche

Comprende quaranta specie, delle quali ventisette sono originarie del Vietnam. Si tratta spesso di grandi alberi, con corteccia liscia e cadente in placche (motivo per cui in Italia viene comunemente chiamato "albero di San Bartolomeo" santo che subì il martirio della scorticatura). Estremamente rustica, tollera bene sia il caldo afoso estivo sia il freddo invernale, sopportando temperature fino a -10°C/-15°C. Poiché resiste bene all'inquinamento urbano e alla salsedine, è ideale per viali cittadini e zone costiere.

Curiosità

La Lagerstroemia indica è circondata da affascinanti storie che intrecciano botanica, etimologia e tradizioni orientali. Il nome scientifico è un omaggio del botanico Linneo a Magnus von Lagerström, direttore della Compagnia Svedese delle Indie Orientali che, durante i suoi viaggi, raccoglieva piante rare in Asia per inviarle al celebre naturalista. La pianta è originaria della Cina meridionale; l'appellativo indica deriva dall'abitudine dell'epoca di definire "indiano" tutto ciò che proveniva genericamente dall'Estremo Oriente. In Giappone è chiamata Sarububeri, che letteralmente significa "la scimmia scivola". Questo nome curioso si riferisce alla sua corteccia estremamente liscia e levigata che, secondo la credenza popolare, renderebbe difficile persino alle scimmie arrampicarsi sui suoi rami senza scivolare. La consistenza "stropicciata" dei petali viene spesso paragonata ai tessuti dei preziosi sari delle donne indiane, richiamandone la morbidezza e la vivacità dei colori. Una curiosità botanica riguarda il risveglio vegetativo: la Lagerstroemia è nota per essere una delle ultime piante a mettere le foglie in primavera, solitamente verso metà aprile. In alcune regioni italiane e orientali viene chiamata "l'albero dai sessanta giorni" o dai "cento giorni", poiché la sua fioritura estiva è così persistente da coprire gran parte della stagione calda, mantenendo il giardino colorato quando molte altre piante sono già sfiorite. Albero che sfida l'estate, in Cina, dove è coltivata da oltre 1700 anni, è conosciuta come Bai Ri Hong ("Cento giorni di rosso").

La scheda originale

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Scheda illustrata: Lillà delle Indie o Mirto crespo, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Fiori, Foglie autunnali, Frutti maturi
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