Il parco di Cascina Vigna · albero 05 di 23

Olmo siberiano

Ulmus pumila

Famiglia Ulmaceae

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È un albero originario della Siberia orientale, della Cina settentrionale, della Manciuria e della Corea, introdotto in Europa nella seconda metà dell'Ottocento. Nei climi temperati ha vita relativamente breve, che raramente supera i 60 anni, ma nel suo ambiente originario riesce a vivere tra 100 e 150 anni. Il nome fu imposto dal botanico svedese Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

È a foglia caduca, di medie dimensioni, alto fino a 20 metri. Ha una chioma ampia caratterizzata da getti lunghi e molto divisi. Il tronco si ramifica spesso dalla base, la corteccia grigio-brunastra è liscia nei giovani esemplari, si fessura profondamente nelle piante adulte.

Foglie

Decidue nelle aree fredde, ma semi-sempreverdi nelle aree calde. Sono lunghe circa 7 cm e larghe 3 cm, con una base obliqua ed un margine seghettato, di colore verde scuro che diviene giallo in autunno. Più piccole di quelle degli altri olmi.

Fiori

A differenza della maggior parte degli olmi, l'Ulmus pumila è in grado di autoimpollinazione. Di colore rosso, i fiori si presentano in gruppi sui rametti. La fioritura è precoce, alla fine dell'inverno (febbraio-marzo), prima della comparsa delle foglie.

Frutti

Sono sàmare lunghe 1-1,5 cm con un'ala membranosa ovale che favorisce la dispersione anemocora del seme. Hanno forma ovale con il seme spostato verso l'apice. Quando spuntano le foglie hanno assunto una colorazione bruna e sono in buona parte caduti a terra. Quelli fertili germinano subito. Dal fiore alla nuova piantina trascorrono appena due mesi. I frutti, rispetto a quelli degli altri olmi, sono molto piccoli: 1 cm.

Caratteristiche

È stato introdotto in Italia settentrionale perché resistente alla malattia fungina conosciuta come grafiosi dell'olmo (Graphium ulmi) che ha colpito e decimato le popolazioni di olmo, soprattutto dell'olmo campestre (Ulmus minor) nell'immediato dopoguerra. Presenta alte caratteristiche di adattabilità a climi e terreni difficili. La pianta è stata ampiamente utilizzata ed oggi è molto diffusa in Italia come frangivento.

Curiosità

Per la sua resistenza alla grafiosi la pianta viene spesso utilizzata come piede per innestare altre varietà di olmo più produttive. Per le culture classiche, l'olmo era una pianta sacra legata al mondo onirico e alla morte. Era considerato l'albero di Oneiros (il Sogno), figlio della Notte. Si credeva che i sogni falsi si annidassero sotto le sue foglie. Nell'Iliade, le ninfe delle montagne piantarono olmi attorno alla tomba di Eetione (padre di Andromaca) per onorarne la memoria. I giudici medievali tenevano spesso udienza sotto un grande olmo, ritenendo che l'albero fornisse ispirazione per sentenze eque. Da questa usanza nacque un modo di dire francese "aspettare sotto l'olmo" per indicare un appuntamento a cui non si ha intenzione di presentarsi, poiché l'attesa sotto l'olmo richiamava la natura poco piacevole delle convocazioni giudiziarie. Le leggende italiane sono più legate agli olmi autoctoni, specialmente all'olmo campestre (Ulmus minor), simbolo di giustizia. Si narra la ripresa vegetativa di un vecchio olmo, ormai secco, in piazza San Giovanni, che fiorì miracolosamente nel 429 d.C., toccato dal feretro di san Zanobi, primo vescovo di Firenze, trasformando l'albero in un simbolo di resurrezione e fede, con la famosa colonna ancora visibile oggi vicino al Battistero. Un esemplare notevole di Olmo siberiano di trova a Cocconato (Asti).

La scheda originale

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Scheda illustrata: Olmo siberiano, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Foglie (foto unalberoalgiorno blog), Frutti (foto unalberoalgiorno blog), (ultima foto senza didascalia)
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