Il parco di Cascina Vigna · albero 17 di 23

Carpino bianco

Carpinus betulus

Famiglia Betulaceae

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È un albero diffuso nell' Europa centrale, dai Pirenei ai Balcani, fino a raggiungere i rilievi del Caucaso e il nord dell'Iran sui monti Eburz. Nel nord Europa raggiunge la Danimarca, il sud della penisola scandinava e il sud-est della Gran Bretagna. In Italia è presente in tutte le regioni tranne nelle isole. A nord si trova nelle zone fredde e umide della pianura Padana.

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Varia sensibilmente a seconda che la pianta cresca isolata in natura o venga gestita dall'uomo in contesti urbani. Nella fase invernale è caratterizzato dalla marcescenza: la pianta conserva le foglie secche di color ruggine sui rami, mantenendo un volume visivo pieno anche durante i mesi freddi, a differenza di altri alberi decidui che appaiono spogli.

Foglie

Sono ovato-oblunghe con margine doppiamente seghettato. Una caratteristica distintiva è la loro marcescenza: pur seccandosi in autunno, le foglie marroni rimangono spesso attaccate ai rami per gran parte dell'inverno, offrendo schermatura visiva.

Fiori

Compaiono generalmente tra aprile e maggio, in contemporanea con l'emissione delle foglie. Si tratta di una pianta monoica, il che significa che sulla stessa pianta crescono sia i fiori maschili sia quelli femminili, ma separati tra loro.

Frutti

Dopo l'impollinazione, i fiori femminili si trasformano entro l'estate (agosto-settembre) in infruttescenze pendule molto decorative (6-15 cm) che maturano in autunno assumendo un color bruno e che persistono sulla pianta per lungo tempo. Il frutto vero e proprio è una piccola noce (achenio) di 5-9 mm.

Caratteristiche

Può raggiungere i 15-20 metri di altezza con una chioma allungata e un fusto spesso scanalato. È un albero estremamente robusto e adattabile, noto per la sua longevità (può superare i 300 anni) e per alcune caratteristiche botaniche uniche che lo rendono facilmente distinguibile. Il fusto è raramente perfettamente cilindrico; presenta scanalature e costolature longitudinali che ricordano fasci di muscoli sotto la pelle. La corteccia è liscia, di colore grigio cenere, spesso con sottili striature verticali argentate o macchie biancastre. È considerato uno dei migliori legni da ardere.

Curiosità

Il Carpino bianco è legato a diverse tradizioni popolari e leggende, spesso derivanti dalle caratteristiche fisiche del suo legno o dal suo ruolo nei boschi europei. Una delle storie più note riguarda il re longobardo Astolfo. Si narra che il sovrano, durante una battuta di caccia, perse il suo falcone preferito. Dopo giorni di ricerche, lo ritrovò appollaiato sui rami di un carpino. In segno di gratitudine e interpretando il ritrovamento come un presagio divino, decise di fondare proprio in quel luogo la città di Carpi (il cui nome deriverebbe appunto da Carpinus). Le popolazioni celtiche, che abitavano le zone boschive dove il carpino è autoctono, lo consideravano un albero di grande importanza pratica e spirituale. Il termine deriva dalle parole celtiche car (legno) e pen (testa). Questo fa riferimento all'uso principale del suo legno durissimo per costruire i gioghi dei buoi, che poggiavano appunto sulla "testa" degli animali. In alcune tradizioni rurali, sedersi sotto un carpino era considerato un modo per schiarire le idee e ricevere "buoni consigli" dalla terra, grazie alla densità e alla protezione offerta dalla sua chioma. Un più che secolare Carpino bianco si trova ad Ivrea, in viale Lungo Dora.

La scheda originale

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Scheda illustrata: Carpino bianco, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Foglie, Frutto
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