Il parco di Cascina Vigna · albero 23 di 23

Cedro dell’Himalaya

Cedrus deodara

Famiglia Pinaceae

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È una maestosa conifera sempreverde originaria della catena himalayana e delle montagne dell'Afghanistan.

Il suo nome specifico, deodara, deriva dal sanscrito e significa "albero degli dei", a testimonianza del suo legame con le montagne sacre dell'Himalaya. È stato introdotto in Italia nel XIX secolo, diventando popolare nei parchi. (All'interno della famiglia, il genere Cedrus comprende solo i cedri del Libano, dell'Atlante e di Cipro).

Per i più piccoli ma non solo…

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Scheda dell'albero

Portamento

Nei primi anni l'albero ha una forma piramidale slanciata e conica, che ricorda la sagoma di un albero di Natale. Con la maturità, la chioma tende ad allargarsi e talvolta ad appiattirsi leggermente, pur mantenendo una struttura elegante. I rami principali si sviluppano in modo quasi orizzontale rispetto al tronco. L'elemento caratteristico sono i rametti secondari che pendono verso il basso (portamento "piangente"). Queste caratteristiche conferiscono al Cedrus deodara un aspetto morbido, aggraziato e fluente.

Foglie

Sono aghi persistenti che presentano caratteristiche uniche rispetto ad altre conifere: sottili (circa 1 mm), lunghi tra i 2,5 e i 5 cm e morbidi al tatto; il colore varia dal verde-azzurro o grigio-glauco negli esemplari giovani al verde scuro lucido in età adulta.

Fiori

In quanto conifera (gimnosperma), il deodara non produce fiori nel senso tradizionale del termine (con petali e profumo), ma strutture riproduttive chiamate coni o stròbili.

La fase di rilascio dei pollini avviene tra ottobre e novembre.

Frutti

Sono le pigne, poiché si tratta di una conifera e non di una pianta da frutto comune; sono lunghe mediamente tra i 7 e i 12 cm.

Il processo di maturazione richiede circa due anni.

Caratteristiche

È una specie a crescita rapida (fino a 1 metro all'anno nelle fasi giovanili) e molto longeva, potendo vivere tra i 150 e i 200 anni. Sopporta il freddo fino a circa -10°C/-15°C.

Una caratteristica distintiva dei cedri è che le pigne mature non cadono intere al suolo. Le squame si staccano singolarmente dall'asse centrale (ràchide), che rimane nudo sul ramo simile a una candela, per liberare i semi alati. Non bisogna confondere questo albero con il cedro agrume (Citrus medica), che produce frutti eduli simili a grossi limoni.

Nei suoi habitat naturali in Himalaya può raggiungere altezze notevoli, fino a 50-60 metri.

Curiosità

Si narra che antichi saggi e monaci tibetani cercassero le foreste di cedri per meditare, credendo che la maestosità dell'albero e il profumo del suo legno favorissero la connessione spirituale.

Una tradizione prevede che le assi di legno vengano posizionate nella costruzione seguendo la direzione originale di crescita dell'albero per preservarne l'energia vitale. Una credenza popolare descrive il cedro come un "essere senziente" capace di abbassare i rami quando avverte l'arrivo della neve, per lasciarla scivolare via e non spezzarsi sotto il suo peso. Grazie alla resistenza del suo olio, che proteggeva dai parassiti, gli antichi Greci e Romani consideravano "degni di cedro" (cioè destinati all'immortalità) i libri e le opere di grande ingegno che venivano unti con la sua essenza per durare nei secoli.

I bellissimi cedri di Villa Ducale a Stresa discendevano da quelli di Agliè, la cui fama era tale che nel 1860 due esemplari furono prelevati proprio dal parco del castello per essere piantati nel giardino della villa, per volere della Duchessa di Genova. Legati a personaggi storici come la Regina Margherita, erano diventati testimoni silenziosi di vite aristocratiche e passeggiate reali.

La scheda originale

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Scheda illustrata: Cedro dell’Himalaya, con le foto: Sagoma autunnale, Sagoma invernale, Frutti, Foglie
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