Il parco di Cascina Vigna · albero 14 di 23
Noce del Caucaso
Pterocarya fraxinifolia
Originario della regione del Càucaso, dell'Armenia, dell'Azerbaigian, della Georgia, della Turchia, della Russia e dell'Iran settentrionale, è un albero bellissimo e maestoso, molto decorativo.
Per i più piccoli ma non solo…
Scheda dell'albero
- Portamento
È vigoroso e può raggiungere i 30 metri di altezza, con tronco basso che spesso si divide alla base in più fusti sinuosi ed arcuati; la sua corteccia è profondamente solcata nella pianta adulta. La chioma è globosa, espansa e ramificata. È molto apprezzato come albero da parco e da ombra.
- Foglie
Composte, imparipennate, lunghe fino a 30 cm con 11-21 foglioline sessili, lanceolate a margine seghettato, di colore verde scuro lucente che in autunno diventano dorate. Se stropicciate emanano un odore aromatico simile a quello del noce nero.
- Fiori
Essendo monoica, produce infiorescenze maschili e femminili sulla stessa pianta: amenti penduli verdi che compaiono tra aprile e maggio.
- Frutti
Si sviluppano dagli amenti femminili e sono costituiti da lunghe spighe pendule di nùcule, piccole noci appiattite, dotate di un'ala che aiuta nella dispersione con il vento. Hanno un aspetto molto decorativo. Maturano tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno e spesso rimangono sull'albero anche durante l'inverno. Pur non essendo tossiche non sono commestibili.
- Caratteristiche
Cresce rapidamente; viene impiegato soprattutto come pianta ornamentale per le sue grandi dimensioni, spesso in esemplari singoli per la sua maestosa chioma che si espande molto in orizzontale. Il Noce del Caucaso predilige terreni umidi, si sviluppa bene lungo corsi d'acqua, in luoghi paludosi e sopporta anche inondazioni. Le radici richiedono molto spazio e terreno profondo. Resiste al freddo (fino a – 15°). Molto ben acclimatato al di fuori della zona mediterranea, troppo secca e calda, questo albero è considerato potenzialmente invasivo in alcune regioni dove tende a colonizzare le rive e gli argini dei corsi d'acqua. Il legno, anche se meno pregiato di quello del Noce comune, è comunque usato in particolare per impiallacciature.
- Curiosità
Il suo nome generico Pterocarya deriva dal greco pteron, ala e karya, noce, per la forma dei suoi frutti e quello specifico fraxinifolia, dalla somiglianza delle sue foglie con quelle del Frassino. Dalle terre d'origine, dove cresce nelle foreste e lungo i corsi d'acqua, è stato introdotto in Francia nel 1784 dal botanico André Michaux e in seguito in altri paesi europei tra i quali l'Italia, come pianta ornamentale per il suo aspetto decorativo e maestoso. Le sue origini sono però molto antiche nelle terre d'origine. Fossili di questa pianta sono stati trovati in Turchia e risalgono al Pliocene. Il Noce del Càucaso è ritenuto un simbolo di profondità spirituale e di connessione con la natura: piantarlo vicino a casa attira fortuna e prosperità. In molte culture è stato considerato emblema di protezione e stabilità. Un esemplare è stato ufficialmente riconosciuto come Albero Monumentale d'Italia l'11 febbraio 2025 presso l'Orto Botanico di Brera a Milano. A Torino, al parco del Valentino, sulla sponda destra del Po, nel giardino Caduti dei lager nazisti c'è un monumentale esemplare di Noce del Caucaso che, con le sue foglie pennate, forma un tetto sotto cui è possibile camminare.
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