Finalità:
Trasmettere il concetto di ecosistema tramite
l'osservazione diretta di alcuni biotopi di particolare interesse: le zone umide
e i boschi planiziali.
A
chi è rivolto:
dai
bambini di prima elementare alle scuole superiori.
Numero massimo di partecipanti: 25.
Durata: mezza giornata (dalle 9 alle 13 oppure dalle 14 alle 17).
Periodo consigliato: primavera - autunno.
Tipo di attività:
L'attività
prevede la possibilità di scelta tra due ecosistemi:
a) le zone umide, con percorso che passa dal greto del fiume Po alla lanca abbandonata
del fiume di San Michele.
b) il bosco planiziale, con percorso che attraversa il bosco del Gerbasso oppure
il bosco del Merlino.
a) le zone umide
greto del fiume:
- origine e geomorfologia del fiume Po;
- pianura alluvionale, area esondabile;
- stagionalità dei fiumi (fase di magra e di piena);
- vegetazione ripariale: importante difesa delle sponde dall'erosione e dalle
piene del fiume;
- sedimentazione dei fiumi (granulometria dei detriti differenziata);
- riconoscimento dei ciottoli che rivelano la presenza di minerali e rocce originari
di altre valli, tramite l'utilizzo di chiavi dicotomiche semplificate;
- rinvenimento di impronte animali e loro riconoscimento tramite chiavi dicotomiche;
rilevamento delle orme tramite il calco in gesso;
- fauna (pesci delle acque correnti, uccelli limicoli, anatidi
);
- campionamento macroinvertebrati acquatici e loro riconoscimento;
- qualità delle acque, cenni sugli indici biotici
- velocità della corrente e impatto dell'acqua sulle sponde (erosione,
deposito);
- cenni sull'attività estrattiva.
Lanca di San Michele:
- Riserva Naturale Speciale del sistema di aree protette del Parco del Po;
- evoluzione del fiume: salto di meandro e formazione della lanca;
- evoluzione della lanca: progressivo interramento;
- vegetazione sommersa e galleggiante;
- campionamento macroinvertebrati: confronto con la raccolta presso il fiume;
- fauna (pesci di acque ferme, uccelli anatidi, rallidi
); un endemismo
della pianura piemontese: la rana di Lataste.
b) il bosco planiziale
- origine del bosco planiziale e sua evoluzione; il querco-carpineto;
- storia del recupero ambientale del Gerbasso;
- popolamento coetaneo e disetaneo; fustaia e ceduo;
- stratificazione verticale della vegetazione; importanza della lettiera e del
legname marcescente per la presenza di microrganismi fondamentali nelle catene
ecologiche del bosco;
- riconoscimento specie arboree e arbustive tramite uso di chiavi dicotomiche
semplificate;
- vegetazione ripariale: importante difesa delle sponde dall'erosione e dalle
piene del fiume;
- rinvenimento tracce animali (escrementi, impronte, ciuffi di peli, tana di
tasso
); rilevamento delle orme tramite il calco in gesso;
- le radure e loro importanza per la fauna;
- lo stagno: vegetazione acquatica e microfauna;