1- Il colombo di città Columba livia var. domestica deriva dal colombo selvatico Columba livia livia. Le popolazioni attuali che vivono liberamente nelle città derivano a loro volta da colombi sfuggiti all'allevamento che veniva (viene) fatto principalmente a scopi alimentari o anche estetici.
2 - I colombi di città nidificano principalmente in solai, sottotetti, buchi di muri. Sono estremamente favoriti da qualsiasi apertura pari o superiore a 6 cm di diametro messa involontariamente a disposizone dall'uomo. Nei solai si spingono anche molto all'interno per nidificare.
3 - La densità dei colombi di città nei comuni di Carmagnola, Racconigi, Carignano, Villastellone, Piobessi Tor., Caramagna e Lombriasco è stimata essere mediamente superiore a 1000 ind. per Kmq di area urbanizzata. Densità ritenute accettabili sono di 300-400/Kmq.
4 - In alcune città, come a Venezia, i colombi dipendono strettamente dal cibo offerto dall'uomo e trovano tutto il loro sostentamento senza abbandonare il centro cittadino. 5 - Le popolazioni di colombi delle piccole città (come i comuni della Marca delle 2 Province) si nutrono invece per la quasi totalità nella campagna coltivata dove trovano molto cibo in seminativi e stoppie di grano e mais. 6 - I granai aperti e i mangimifici offrono un surplus di cibo che favorisce la sopravvivenza e la riproduzione dei colombi specialmente nel periodo invernale.
7 - Per ridurre le popolazioni di colombo di città in modo permanente l'ideale è agire sulla disponibilità alimentare, riducendola nettamente, ma, nella situazione in oggetto, è possibile farlo solo in minima parte. Per motivi analoghi (grande disponibilità di cibo nei campi) non è pensabile utilizzare mangimi trattati con anticoncezionali, che peraltro si sono rivelati inefficienti dove sono stati testati scientificamente. 8 - Poichè la nidificazione avviene in grosse buche pontaie dei vecchi palazzi, ma soprattuto in solai, sottoteti e stanze di edifici abbandonati, l'unica seria alternativa è la riduzione di tutti i siti di nidificazione possibili, in particolare bloccando in modo efficiente l'ingresso a solai e sottotetti. La soppressione degli individui ha invece solo effetti temporanei (oltrechè fortemente deterrenti).

9 - Attuando queste misure bisogna fare attenzione a lasciare aperture più ridotte (meno di 6x6 cm) per la nidificazione di rondoni e passeri, mentre è utile avere cassette nido controllabili di dimensioni superiori ove possano nidificare taccole, civette, allocchi.