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Le collezioni di reperti scientifici costituiscono il patrimonio culturale di ogni museo naturalistico: esse raccontano la storia dell'istituzione, testimoniano l'attività culturale di quanti hanno operato nel Museo e, assieme ai dati di raccolta che accompagnano ogni singolo campione, costituiscono la "banca dati" che permette lo svolgersi di sempre nuove investigazioni scientifiche. Esse devono essere incrementate, curate e conservate nel tempo con la massima attenzione.
Nel nostro Museo l'attività di ricerca svolta dai curatori e il clima di collaborazione creato con numerosi altri ricercatori hanno favorito inoltre la formazione di importanti collezioni di studio, che costituiscono materiale di primo ordine per indagini faunistiche a livello locale, regionale, e, per alcuni gruppi, anche importanti riferimenti per studi sistematici di più ampio respiro. Tra l'altro, nel Museo è conservato anche materiale tipico, cioè quello su cui si basa la prima descrizione scientifica, di numerosi taxa di invertebrati, in particolare Coleotteri Buprestidi, e persino di due vertebrati: Salamandra lanzai, anfibio endemico del gruppo del Monviso e Orthrias brandti banarescui, una sottospecie di cobite della Turchia.

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Ma...a cosa servono le collezioni dei musei di storia naturale?

La risposta ci può essere data da naturalisti e ricercatori che le usano o consultando l'elenco
dei lavori basati anche sulle collezioni del Museo di Carmagnola.

N.B: l'ACRONIMO ufficiale del Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola è MCCI

(Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, Italy)


questo sostituisce MCSNC e MCC usati in passato soprttutto per i Vertebrati

il codice CITES è IT016