La Rivista Piemontese di Storia Naturale:
un breve resoconto di 25 anni di attivitā editoriale.

a cura di Pier Mauro Giachino

L’Assemblea Annuale dei Soci, tenutasi al Parco Regionale “La Mandria” il 9 maggio di quest’anno, oltre che per festeggiare il venticinquennale della fondazione dell’ANP, č stata anche l’occasione per tracciare diversi bilanci dell’attivitā svolta. Uno di questi ha riguardato l’attivitā editoriale dell’ANP e in particolare i risultati raggiunti dalla Rivista Piemontese di Storia Naturale, la sua posizione nell’ambito del panorama editoriale scientifico-naturalistico italiano e il contributo fornito dagli autori alla conoscenza naturalistica del Piemonte in particolare ma, in molti casi, anche dell’Italia e dell’Europa.       

Il primo numero della Rivista, elemento di aggregazione e strumento per lo scambio di informazioni fra i soci dell’ANP, vede la luce nell’ormai lontano 1980 e in 25 anni di attivitā ha visto alternarsi alla sua direzione numerosi soci che, sempre disinteressatamente, hanno dedicato - o dedicano - tempo e lavoro alla sua pubblicazione. Sono da ricordare negli anni: Giovanni Boano, Domenico Brizio, Achille Casale, Oreste Cavallo, Giovanni Delmastro, Pier Mauro Giachino, Lisa Levi, Ettore Molinaro, Guido Pagliano, Giancarlo Perosino.   

            La Rivista ha pubblicato in 25 anni di attivitā 7480 pagine per un totale di 430 articoli inerenti le varie discipline naturalistiche: dalla geologia alla meteorologia, dalla mineralogia alla paleontologia, dalla botanica alla zoologia.

            Un netto predominio, come numero di articoli, č in tal senso evidente per la zoologia, seguita a ruota dalla botanica e dalla paleontologia.

 

    Mentre nell’ambito della zoologia, č evidente una predominanza dell’entomologia e dell’ornitologia che da sole raggiungono il 77 % degli articoli pubblicati.

  A sua volta nell’entomologia risultano preponderanti i contributi sui Coleotteri (64%) seguiti dai Lepidotteri (18%)

  

     Tutti questi contributi sono opera di 319 autori in totale, la maggior parte – ma non tutti – soci. Fra di essi si distinguono 32 soci che hanno pubblicato con maggiore regolaritā (5 lavori come minimo) fornendo da soli un contributo superiore al 50% degli articoli pubblicati.  

    Se vogliamo cercare di valutare quale sia stato il contributo della Rivista alla conoscenza delle scienze naturali, in particolare del Piemonte, uno dei parametri utilizzabile č  il numero di segnalazioni nuove pubblicate per una determinata area o il numero di specie nuove per la scienza descritte.

 

 

Se prendiamo in considerazione il numero di specie nuove descritte vediamo che esse assommano al considerevole numero di 104 (la maggior parte di Insetti o fossili) delle quali ben 25 descritte del Piemonte.

 

  Considerando invece le segnalazioni di specie nuove per il Piemonte o per l’Italia vediamo che esse sono ben 342 (la maggior parte botaniche o entomologiche) delle quali ben 287 per il solo Piemonte.  

Un’ultima valutazione della tipologia dei contributi e dei loro contenuti evidenzia infine una maggiore propensione per i soci climatologi, geologi, paleontologi, botanici e zoologi non entomologi allo studio del territorio piemontese; mentre un sostanziale equilibrio si riscontra negli entomologi, maggiormente propensi anche allo studio di altre aree.